notturni_home.       l'ozio/otium

Il festival, giunto nel 2008 alla quarta edizione, intende esplorare le varie forme dell’espressione del notturno: la faccia oscura, segreta, irrazionale e meno comunicabile dell’esperienza. Alle arti massime e  in particolare alla poesia, investita di un ruolo fondamentale nei notturni di_versi, viene chiesto di accompagnare gli spettatori in un percorso che illumini il lato recondito della notte.

notturni di_versi è un piccolo festival, ma impegnativo nel suo proporsi come luogo e laboratorio di ricerca per cercare, sfumare e comprendere i confini tra le espressioni artistiche.

Uno dei temi portanti delle tre edizioni trascorse, ma soprattutto per il 2008,  è la valorizzazione e la promozione dell’identità veneta, ed il programma del festival si svilupperà proponendo e interpretando poeticamente, ma non solo, la parlata veneta, ed in particolare quella del territorio del portogruarese. Il Veneto inteso, soprattutto, come coacervo di lingue e civiltà, solcato un tempo dalle nude stagionali della Serenissima Repubblica, alla cui cultura e storia il nostro territorio è strettamente legato.

L’obiettivo di notturni di_versi 2008 è quindi ancora di focalizzare l’attenzione sul Veneto e sul Portogruarese come luogo importante nella geografia mediterranea; di mettere in luce i rapporti che la regione, nel corso della sua storia antica e recente, ebbe e ha ancora con il resto del mondo.

La lingua veneta intesa, dunque, come una delle innumerevoli manifestazioni dell’umana presenza nel mondo, valorizzata quale particolarità e ricchezza e, a pieno diritto, come elemento di elaborazione culturale e identitario e strumento di vera comunicazione, anche per le nuove generazioni e le loro peculiari espressioni artistiche.

La lingua veneta sarà quindi al centro della kermesse poetica dei notturni di_versi e veicolerà l’incontro con altre lingue presenti lungo le rive del Mediterraneo, tra cui l’italiano, il friulano, il francese, lo sloveno e l’arabo. Sarà altresì ponte con altre forme artistiche, quali l’arte, il teatro, la danza, l’immagine filmica e la canzone popolare.

L’interazione e lo scambio genuino di emozioni, saperi e possibilità tra le gli artisti, le loro opere e il pubblico è un’altra pulsione a cui il festival intende portare un contributo. Le esperienze artistiche sono viaggi - immaginari e reali - nei luoghi e nei tempi della terra, del mare, del cielo, degli uomini, dell’arte e della poesia. Rotte non tracciate in luoghi e tempi da esplorare, scoprire, portare a noi.

È il modo di essere, di vivere di notturni di_versi, è percorso, incontro, esperienza; è conoscenza di sé, e dell’altro da sé.

ll termine Ozio, derivato dal latino "otium" - tema con cui si confronteranno gli artisti e i poeti - indica un'occupazione principalmente vocata alla speculazione intellettuale, attività di fatto riservata alle classi dominanti, ed è contrapposto al concetto di negotium, occuparsi (più per necessità che per scelta) dei propri affari.

Nel tempo l'ozio ha assunto una connotazione negativa (l'ozio è il padre dei vizi) perché sinonimo di inattività, pigrizia, inerzia, ma non è sempre stato oggetto di riprovazione sociale. Dell'ozio scrissero Seneca (De otio), Epitteto (nel Manuale), Bertrand Russell (Elogio dell'ozio), Itsuo Tsuda (Il non-fare) e, in modo ironico, Paul Lafargue (Elogio della pigrizia). L'ozio ai nostri giorni può essere considerato il padre dei vizi o un'azione fondamentale nell'arco di tempo giornaliero. Infatti esistono due scuole di pensiero a proposito: quella detta dell'OZIO AFFATICATO e quella dell'OZIO BENEFICO. Mentre la prima asserisce che l'ozio può essere una forma di attività, dato che si può oziare leggendo o praticando sport, l'altra proclama vero ozio quello in cui si lascia la mente al riposo e non si attua alcun tipo di attività.