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che cosa sono i notturni


notturni diversi

piccolo festival della poesia e delle arti notturne, giunto alla terza edizione, intende esplorare in varie forme l’espressione del notturno: la faccia oscura, segreta, irrazionale e meno comunicabile dell’esperienza. Alle arti massime e  in particolare alla poesia, investita di un ruolo fondamentale nei notturni, viene chiesto di accompagnare gli spettatori in un percorso che illumini il lato recondito della notte.

 

Fin dall'inizio il festival s’interroga sulla figura dell’altro, dell’altrove, del fantastico e di tutto quanto ci riporta al simbolo mistico della luna, secondo la tradizione poetica italiana che risale ad Ariosto e a Leopardi.

 

Un piccolo festival, ma impegnativo nel suo proporsi come luogo e laboratorio di ricerca.

Ed è proprio lì, invece, sul confine di una linea d’ombra, che ci attende l’avventura con la dimensione plurima dell’inconscio, o del sacro, e di filosofie di vita alternative o parallele, giovanili, banalmente ghettizzate nel fenomeno delle mode giovanili musicali, quando meriterebbero una considerazione forse meno superficiale.

 

L’edizione 2005 dei notturni di_versi era stata organizzata in stretta collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune, con la Biblioteca Comunale N. Bettoni e con la partecipazione della Cooperativa Itaca Onlus di Pordenone, sede di Portogruaro. Il Comitato organizzatore era (e lo è stato anche per la seconda edizione 2006) composto da rappresentanti dell'Associazione Culturale Porto dei Benandanti di Portogruaro, dell’Associazione Culturale Multimediart e da SensoSuono. Nel 2006, inoltre, il festival ha goduto del contributo della Fondazione Santo Stefano di Portograuro e della collaborazione dell'Associazione Italiana Tutela Salute Mentale.

 

Il tema dell’edizione 2006 è stato il Mediterraneo, ed il programma del festival si è sviluppato interpretando poeticamente i nessi che legano la nostra regione ed in particolare il territorio del portogruarese  al  Mare Nostrum. Il Mediterraneo viene inteso, soprattutto, come come coacervo di lingue e civiltà, solcato un tempo dalle nude stagionali della Serenissima Repubblica, alla cui cultura e storia il nostro territorio è strettamente legato.

 

Francesco Petrarca, a cui è dedicata l’ultima serata di lettura del festival, in una missiva inviata ad un suo amico di Bologna (chi?) nell'agosto del 1321, così descriveva la Serenissima Repubblica di Venezia:

"[...] quale Città unico albergo ai giorni nostri di libertà, di giustizia, di pace, unico rifugio dei buoni e solo porto a cui, sbattute per ogni dove dalla tirannia e dalla guerra, possono riparare a salvezza le navi degli uomini che cercano di condurre tranquilla la vita.

 

Terminati i tempi gloriosi della Serenissima, gli organizzatori dei notturni di_versi  aspirano a che nella mappa delle kermesse poetiche che hanno luogo in Italia e in Europa, il territorio del Portogruarese venga riconosciuto come fondamentale centro di cultura, in cui poeti, voci e idiomi s’incontrano, in cui la poesia di ogni lingua viene accolta, protetta, nutrita e fatta risuonare.

 

 

 

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